Sono due i termini coniati per descrivere gli effetti dell’ iperconnessione su giovani ed adulti: FOMO (Fear Of Missing Out) è la paura di essere esclusi che porta i ragazzi a monitorare costantemente le proprie bacheche; il secondo è la nomofobia o cellularomania l’acronimo sta per “No mobile (phone) Fobia” che indica una vera e propria difficoltà a staccarsi dal telefono. È stato calcolato che il 53% di hi utilizza lo smartphone manifesta stati d’ansia quando rimane a corto di batteria, di credito o senza copertura di rete, a cui va aggiunta la paura di non esser raggiungibili. Uno dei consigli che gli esperti forniscono per combattere questi disturbi è quello di staccarsi dal telefono per brevi periodi durante l’anno. 

Un sintomo connesso alla nomofobia è la sindrome da vibrazione fantasma. La sindrome da vibrazione fantasma è il disturbo di cui soffre chi crede di avvertire, con grande frequenza, notifiche provenienti dal proprio cellulare. Tali persone manifestano stati d’ansia dovuti a squilli o vibrazioni che in realtà non esistono. 

Un ulteriore fenomeno collegato alla dipendenza da smartphone è il phubbing, si intende l’atteggiamento scortese e maleducato che indurrebbe a controllare di continuo lo smartphone, isolandosi e trascurando la persona con cui si è impegnati in una qualsiasi situazione sociale. 

L’attivazione dei sistemi di controllo sociale può avere effetti sulla salute fisica; ad esempio, quando un individuo capisce in anticipo di essere respinto da un gruppo, percepisce dolore sociale. Questo dolore ha connessioni neurali e caratteristiche in comune con il dolore fisico. I soggetti che presentano alti livelli di FOMO riportano una carenza di relazioni sociali, abbassamento dell’umore e maggiore impegno sociale nei media. L’aumento dell’impegno sui social media può creare un ciclo di risultati negativi: ad esempio, l’utilizzo dei social media può innescare una lieve depressione o disforia (alterazione dell’umore in senso depressivo). Più tempo si trascorre sui social network e più l’individuo si sentirà depresso. Gli individui che sperimentano questo tipo di depressione possono ritenere di star perdendo la “competizione” per avere un proprio ruolo nella società per essere accettati e supportati dagli altri. 

Studi sulla dipendenza da internet hanno dimostrato che i sintomi psichiatrici sono importanti preddittori  della IAD Internet Addiction Disorder, specialmente i sintomi depressivi. Alcuni studi hanno dimostrato ed esplorato la correlazione tra l’uso di social network e depressione. Si è dimostrato che gli studenti universitari con sintomi depressivi sono più attivi su Facebook e più disponibili a discutere pubblicamente i loro problemi. 

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